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Anna Maria Ferrari vive e lavora
a Piacenza .Già pittrice conosciuta, ha in seguito scoperto
la passione per la scultura. «Mi sento "doppia"
-confida I'artista- non riuscirei a rinunciare a nessuno
di questi due momenti». La figura femminile è
la protagonista indiscussa delle sue opere: giovani donne aggraziate,
colte in momenti della vita quotidiana, in piedi, o sedute con
posa leggiadra su una seggiola. Non figure statiche, ma donne
vive, colte con tocco naturale ed immediato. Due i colori dominanti:
il rosa della terracotta con la quale sono realizzati i corpi,
e il bianco del caolino, usato per le sottovesti. «In
questo modo - spiega I'artista- riesco ad ottenerne un
risultato più naturale, evitando di ricorrere ad una colorazione
esterna».
"Anna Maria Ferrari crede nell'uomo
e nelle cose che lo circondano; capisce la perfezione matematico-filosofica
del punto e della linea, ma sa che i buchi e i tagli li ha Giàà
proposti, e con fortuna, Lucio Fontana, al termine d'una carriera
che gli aveva dato qualche soddisfazione malgrado i dispiaceri
per la mancata commissione di una porta del Duomo di Milano. Crede,
come ci credo io, che sia vero quanto raccontò un amico
di Fontana, il noto scrittore Piero Chiara: "Quando Fontana
vide correre i critici a guardare i buchi e i tagli che aveva
fatto in alcuni cartoni e li sentì elucubrare intorno a
quei suoi gesti d'ira contro la sfortuna che lo perseguitava,
si accorse di aver scoperto un tesoro. Da allora continuò
a far buchi e tagli sghignazzando sui critici e sulla sorte balorda
che lo aveva negletto quando era un artista serio per favorirlo
quando s'era messo a beffeggiare il pubblico. ..; si divertiva
a vedersi interpretato come un 'ultima propaggine del vitalismo,
un simbolo liberatorio e, addirittura, iniziatico...."; gli
inventori di teorie estetiche finirono per trovare in lui anche
una "misura di realismo ". La Ferrari crede nel miracolo
delle sue mani; non s'accontenta del ritratto (e con i tempi che
corrono sarebbe Giàà gran cosa), ma racconta con
i colori e con la creta. Sono giovani donne in movimento le sue
creature, in qualche caso a formare gruppo; ricordo un giovane
e una ragazza accovacciati uno accanto all'altra, vicine le teste,
anzi le tempie, così da sentirne il tepore e le pulsazioni,
sereni i volti in un tenue sorriso di contemplazione. Mi hanno
sempre meravigliato i pannegggi stropicciati realizzati con il
caolino (bianco, sul rosato naturale della terracotta), d'un naturale
che sembra miracolo, intorno a corpi senza peccato ma non senza
desideri."
(Ferdinando Arisi)
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